Come posso rispondere di me stessa? Posso solo enunciare il senso dei miei intendimenti pittorici, della mia idea di fare arte: intendo con i miei lavori trarre il cosmos dal caos del colore disaggregato, la luce dal buio, il significato dall'insignificante, un'operazione antimoderna insomma. Ed una rappresentazione pittorica con accenti simbolisti ma con una espressivita' coloristica di carattere espressionista. La mia opera si pone alla ricerca della luce, si puo' dire che la luce e' il soggetto stesso delle opere.

Eccomi

Utente: luciamerli
Nome: Lucia Merli
Vivo e lavoro a Piacenza, nel mio studio realizzo i miei quadri. Dipingere per me non rappresenta un hobby, ma un motivo di vita e di crescita, un'opera di realizzazione spirituale ed esistenziale

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domenica, 06 maggio 2007
FRAMMENTI DI ROSSO VENEXIANO


Rosso Venexiano
è lieto di presentare
-Ricordi D'Infanzia-
 
Una selezione delle più emozionanti e pregevoli opere ispirate al dipinto di Lucia Merli in un "week end colorato" di poesia.
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ricordi d'infanzia
...di: luciamerli
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“Week-end colorato” è un laboratorio di scrittura estemporanea che nasce da un’idea di Aurora Tassinari e Manuela Verbasi. Lo spunto da cui prendono avvio le opere pubblicate in questa giornata è il dipinto “Ricordi d’infanzia” di Lucia Merli. Un dipinto dai colori tenui, delicati e allo stesso tempo vivaci. Un dipinto che immerge l’osservatore in un’atmosfera festosa (con i palloncini che si liberano leggeri e spensierati nell’aria e che hanno catturato l’attenzione della maggior parte degli Autori), tiepida (l’albero fiorito e il cielo cristallino, segnali di una serena giornata primaverile), ma allo stesso tempo nostalgica. Il ricordo. Ricordo di un tempo andato, spensierato, innocente come lo è l’infanzia. Questo è il sottile filo rosso che collega le opere dei nostri Autori, la dimensione rarefatta del ricordo in cui dolcezza, nostalgia, ferite non rimarginate si mescolano in una cornice tessuta dalla vaghezza. Ancora una volta, un’emozione da leggere.
Silverdeer.
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Autori:  Enneby, Theblackholesun, Alexnovo, Bastapoco, Nuccina1, SempreGio, NessUno, Ekolost, AuroraT, Anake, Eithne, Counter, Lucia Merli
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Senza fili…
 
I colori
accarezzavano il cielo
dagli occhi aquiloni
correva
la vita.
 
***
 
~ Nunzio Buono ~
 
...di: enneby
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Senza Fili
Un ricordo, un’immagine che si libera nell’aria con la leggerezza di un aquilone… E ritroviamo proprio la figura dell’aquilone, probabilmente ispirata dai palloncini del dipinto, che si scaglia nel cielo azzurro a simboleggiare libertà e vita. Interessante l’accostamento tra gli occhi e gli aquiloni, associati e confinati nel medesimo verso, a simboleggiare un mezzo che ha il merito di propagare nell’aria la vita, in tutta la sua bellezza intrinseca. L’infanzia è rievocata attraverso un’immagine, singola, vivida, densa di simbolismo e di vivacità.
Silverdeer
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Infanzia
 
L'aria accarezza le gote
il sole mi dipinge il sorriso
mentre volteggio come i palloncini
fra nuvole di diamante
mentre odori e sapori mitigano il dolore
rispecchia la mia pace
scavata fra le mura di questo paradiso
colorato.
 
mrs.HOLE
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Infanzia:
Parole in sintonia con l’atmosfera delicata del dipinto. L’Autrice si sofferma sulla sua infanzia, probabilmente s’immedesima nella figura umana a destra nel dipinto e si pone in stato di osservazione. L’infanzia è vista come un angolo di pace, un “paradiso colorato” fatto di piccole sensazioni (sembra di sentire la delicatezza dell’aria che accarezza le gote, sembra di vedere il sole che, utilizzando i suoi tiepidi raggi come fossero un pennello, fa sbocciare un sorriso sui nostri volti), di immagini incantate (riuscite a immaginare “nuvole di diamante”?). incanto e delicatezza assumono la funzione di sfumare, mitigare un “dolore” appena accennato in questo delizioso quadro di ricordi vagheggiati e di pace guadagnata con la potenza della memoria e dell’immaginazione.
Silverdeer
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Ricordi d'infanzia
M’aggrazia la memoria
Nel ricordo quando timido cercavo
La tua ombra dietro a quel muro
Tempo sfuggito con il vento della giovinezza
Lasciato volar via con la tua mano
Arde ancora sotto quel sole
E correndo nella vaghezza della memoria
Non trova altro appiglio
Né finestra varcare
Per trattenere dell’età migliore il canto.
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...di: alexnovo
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Ricordi d'infanzia:
Il dipinto di Lucia Merli viene interpretato interamente come un’immagine della memoria, come un ricordo reale. Le parole descrivono timidamente la scena, sono permeate di richiami agli elementi pittorici (il tempo vola via associandosi immediatamente all’immagine dei palloncini, l’ombra dietro il muro si può associare senza troppe difficoltà alla figura umana presente nel dipinto). Nonostante ciò, la vivacità del ricordo è attenuata dalla vaghezza della memoria che pervade ogni verso: l’infanzia è una dimensione sfuggita, volata via; sebbene i ricordi si presentino alla mente in tutta la loro forza (“Arde ancora sotto quel sole”) non c’è possibilità di arrestare il tempo e di trasformare tali ricordi in realtà (“Non trova altro appiglio/ né finestra varcare/ per trattenere dell’età migliore il canto”). Proprio da questa consapevolezza si origina il profondo senso di nostalgia che pervade con forza ogni singolo verso.
Silverdeer.
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Nella Mente
 
Nella Mente
l'immagine di me bambina
è presente
non è mai andata via
è un sogno ricorrente.
 
Nella Mente
ritrovo intatta
quella sfrontata timidezza
che m'impediva nel bene e nel male
di sbagliare.
 
Nella Mente
risento le parole dette da mia madre
e ho conservato il profumo d'oro delle sue vesti.
 
Nella Mente
disegno ancora case, alberi ed il sole
scaccio via le nuvole e butto giù colori.
 
Nella Mente
m'illudo di rintracciare quella bambina
e la sua voglia di giocare ancora.
 
Nei miei giochi
c'era un fondo
di verità.
 
A quei giochi
devo in fondo
il sentiero
che mi ha condotto fin qua.
 
Antonella
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...di: bastapoco
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Nella Mente:
Un’immagine dell’infanzia ben impressa nella mente (elemento posto in risalto sin dal titolo). Due immagini speculari si presentano nei versi: la figura della bambina, caratterizzata da “quella sfrontata timidezza” che la contraddistingue, e la figura della donna che raccoglie le immagini della sua mente dando loro il giusto peso e l’importanza che meritano. Due figure speculari che si compenetrano, due figure inscindibili: cosa ne sarebbe di quella donna, qualora la bambina non fosse esistita? Come sarebbe oggi quella donna, se non avesse fatto tesoro delle parole della madre, se non avesse conservato “il profumo d’oro delle sue vesti”, se quella”sfrontata timidezza che m’impediva nel bene e nel male di sbagliare” fosse perduta per sempre? L’infanzia è vista dall’autrice come una parte fondamentale della vita, come l’attimo in cui sboccia la personalità che si consoliderà col tempo. Del resto è l’Autrice stessa a trarre le conclusioni: “A quei giochi/ devo in fondo/ il sentiero/ che mi ha condotto fin qua.”
Silverdeer.
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C'era una volta una bimba
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In un lontano tempo che fu
nelle case allineate
sui confini del mondo
 
a tenersi per mano
quasi fosse un girotondo
 
risuonavano lievi
i sorrisi dei bimbi.
 
Svolazzava il mio rosso vestito
sulle nude ginocchia
a inseguir sogni gioiosi
 
Com'è strano pensarmi
bambina...
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...di: nuccina1
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C'era una volta una bimba:
A partire dal titolo, passando poi per l’incipit, un elemento prende il sopravvento in questa poesia, si annuncia come protagonista: la distanza. Distanza nel tempo, ma anche distanza tra colei che ricorda e la sua proiezione all’interno del ricordo; ricordi che assalgono la mente all’improvviso dando vita a sensazioni particolari e a una sorta di estraniamento (“Com’è strano pensarmi/ bambina…"). Il ricordo resta però intatto e intessuto di particolari, come il vestito rosso svolazzante o le case allineate, immagini attinte direttamente dal dipinto della Merli. Il risultato è una dimensione serena, “ai confini del mondo”, che trasmette gioia e tenerezza.
Silverdeer.
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Ogni cosa mi parla di Te...
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Con abile mano intingo pennelli
vasetti allineati mille tinte
quanti colori
fra giochi di luce sfumature leggere
prendono forma i miei pensieri
come rossi palloncini
volano in alto
come gabbiani liberi
giungono alle porte del cielo
mentre intorno a me
il pesco aulente porta profumi
mai dimenticati
un ritorno all'infanzia
una dolcissima consapevolezza
ancora una volta ti trovo
in ogni cosa che
mi parla Te....
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...di: SempreGio
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Ogni cosa mi parla di te:
Si parte dalla pittura. La dimensione della pittura entra ad esser parte integrante della dimensione poetica. Ci sono piccoli vasetti allineati, il cui compito è dar forma ai pensieri, ai ricordi. Poi, la pittura si trasforma in magia, e i ricordi tornano in vita, assumono una loro consistenza, si animano. Si schiude così un universo incantato, fatto di dettagli, la cui magia risiede nelle piccole cose (le leggere sfumature di luce, il profumo del pesco, per citarne qualcuna). Forse proprio in esse va ricercata la magia: attraverso sensazioni piccole ma indelebili la memoria ha la possibilità di viaggiare, di aprire le sue ali, di farsi presente, di rivivere qui e ora. E tutto è tenue, leggere, sfumato e delicato, come se l’infanzia fosse disegnata dal pennello di un abile pittore.
Silverdeer.
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Piccoli tetti...
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Piccoli tetti che ornano
case di pietre antiche
mura allineate come barricate.
 
Albero di pesco affacciato sul cortile
e rami secchi di promesse lontane.
 
Giochi nei giardini d'infanzia
nel cortile parrocchiale
vicino, penso, ad un campanile.
 
Mi lascio trasportare, fantastico.
 
Lunghe sere silenti in cui ti raggiungevo,
tu abbagliante personaggio sonnambulo.
 
Quando, lavandomi le mani,
ritrovavo la magia delle bolle di sapone,
 
dove, dentro, aggrovigliata al lampione
distaccavo il pallone rosso
che mi portava e che seguivo.
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NessUno
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Piccoli tetti:
Il sapore di una dolce fantasia costruita sulla scia delle emozioni suggerite dal quadro della Merli. Un lieve ricordo d’infanzia descritto minuziosamente, lasciando soltanto un piccolo spazio tra il ricordo e l’immagine ricordata. E dove c’è il vuoto, entra in gioco la magia: attraverso la magia della fantasia tutti i tasselli si ricompongono. E l’Autrice entra nella sua poesia: “Mi lascio trasportare, fantastico.” E il puzzle viene ricomposto, ogni dettaglio è esattamente al proprio posto: dal pallone rosso al misterioso personaggio sonnambulo la magia del dipinto “Ricordi d’infanzia” prende vita attraverso la magia dell’immaginazione.
Silverdeer.
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Ricordi d’infanzia
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Primo giorno di primavera
una rondine vola nel cielo libera
i peschi dolcificano l'aria
giorno magico, luogo stupendo
gli adulti si trasformano in bambini,
spensierati, tornano a vivere
fra l’aria che profuma di rugiada
e l'azzurro del cielo
macchiato da mille palloncini
che festeggiano questa magia:
il ritorno all’infanzia,
il ritorno alla vita.
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...di: ekolost
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Ricordi d'infanzia:
Sembra di compiere un viaggio all’interno del quadro della Merli. Ma il ritorno alla dimensione dell’infanzia è tutt’altro che etereo, si può percepire in maniera tangibile attraverso il canale delle sensazioni (“i peschi dolcificano l’aria… l’aria che profuma di rugiada…”). “Gli adulti si trasformano in bambini/ spensierati, tornano a vivere”: il normale flusso temporale si inverte e la dimensione del presente arriva ad annullarsi, riportando alla luce la spensierata vita infantile.
Silverdeer.
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Polvere di Zucchero
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_Polvere di zucchero
addolcisce il pennello e colora
albeggianti sogni infantili racchiusi
in organza rossa_
 
Volano colorati e tondi i pensieri
in fili come parole da sussurrare al vento
_ricordi d’aria e luce
da consegnare alla memoria per farne storia_
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...di: AuroraT
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Polvere di Zucchero:
Un componimento breve (due sole strofe) che si sviluppa esclusivamente per immagini. Strettissima è la connessione tra pittura e parole: il pennello si trasforma nel mezzo attraverso il quale i ricordi tornano alla luce, attraverso il quale i “sogni infantili” riprendono colore. Parole lievi, leggere, addolcite da una sottile polvere di zucchero che ci invita a perder noi stessi nell’incessante flusso dei ricordi, travolti da pennellate sfumate di un’infinita dolcezza.
Silverdeer.
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Ricordi d'infanzia
Sono ricordi che afferro
Nell’orto verde, minuscole fragole
vento fragrante di pane caldo
intensi gli occhi di mio padre.
Mia madre, la donna più bella,
le canzoni urlate pedalando,
le risate da togliere il fiato.
La spensieratezza ed i colori
la scuola, i libri, i professori.
Ore di baci, sui primi grandi amori.
Pensieri colmi, accartocciati.
Riscalda l’aria un sole distante,
lenzuola stese d'un bianco accecante,
il vestito pastello, il cielo poi grigio.
La messa annoiava la domenica,
seduta sui gradini della chiesa.
Il pranzo della festa, sempre uguale.
Le scarpe nuove di vernice nera,
i piedi freddi, i tacchi a spillo,
aprile, la neve sulle fragole.
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Manuela
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...di: Anake
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Ricordi d'infanzia:
Ricordi portati a galla per mezzo di un gesto forte, chiaro, deciso: vengono “afferrati”, questi ricordi. Per poi accumularsi, snodarsi, allinearsi in una sequenza altrettanto precisa e ordinata. Ma la vera essenza della poesia, il canale da cui la memoria affiora, sono i colori: colori che ritornano insistentemente, colori che impregnano la pagina, colori che tingono le sensazioni. “La spensieratezza ed i colori”, questa la base su cui poggia l’infanzia, in una gamma cromatica che va dal verde al grigio, passando per il bianco e le tinte pastello. Salvo poi sfociare in un’età più matura e proprio per questo più fredda: ecco allora “le scarpe nuove di vernice nera/ i piedi freddi, i tacchi a spillo”. E ritorna l’immagine iniziale, le fragole, non più incorniciate da uno spensierato orto verde ma ricoperte di fredda, bianca neve.
Silverdeer.
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Basta una rima...
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Basta una rima per descrivere ciò che è celato dal tempo,
E con un sordo scricchiolio alcuni piccoli passaggi segreti si aprono
Botole che per lo più nascondono ciò che è coperto di polvere.
Con un soffio posso scostarla via, e lasciare agli occhi i misteri celati:
Una nasconde una risata, un’altra un desiderio amaro, un’altra ancora il suono di scarpette di vernice.
E mentre sollevo i coperchi delle botole,
sempre più in fretta, riscopro il sapore dell’infanzia.
In un sogno in cui ero di nuovo bambina.
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...di: Eithne
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Basta una rima:
Si ha la sensazione di aprire una vecchia scatola impolverata per riscoprire piccole cose perse nella memoria. La dimensione del ricordo d’infanzia è vissuta come qualcosa di nascosto, celato, segreto, in un’atmosfera di mistero. Numerosi i termini che derivano da questo campo semantico (celato, passaggi segreti, misteri, ecc.). Affiorano, inoltre, sensazioni contrastanti: c’è la gioia di una risata ed il sapore amaro di un desiderio (chissà, forse amaro perché mai realizzato). Sogno e ricordo si confondono, nella fretta di riscoprire “il sapore dell’infanzia”.
Silverdeer.
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Ricordi d'infanzia.
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Ho visto i palloncini rossi salire nel cielo, quest'oggi, dalla mia piccola finestrella.
Ricordi?
Avevi 15 anni ed era festa grande al paesello, la festa del Santo Patrono; e anche allora le mani dei bimbi non erano abbastanza forti da trattenere quei palloncini.
E salivano su, nell'aria ferma di primavera, sul prato verde, sul mandorlo in fiore.
Non so dire bene a cosa somigliassero, ma so che guardarli un po' mi angosciava... "Chissà dove andranno, che fine faranno, dove cadranno... "
Era festa, e la festa era in te.
Ed erano festa i tuoi capelli raccolti, festa il tuo vestito stretto alla vita, festa le tue labbra fresche che mi sarei accontentato di sfiorare soltanto; e festa i tuoi salti, e i tuoi canti, e i tuoi occhi, i loro sguardi, i denti bianchi del tuo sorriso, festa il tuo viso.
Era festa, e la festa eri tu.
O almeno, lo eri per me.
Ricordi?
Avevi 15 anni e voglia di andare; e non c'era un "dove", andare soltanto, come se restare immobili fosse la morte, come se la festa potesse finire se i tuoi piedi non si fossero mossi verso altre mete; vicine, lontane, nessuna importanza: forse che la distanza coperta valga più dell'emozione del viaggio in se stesso?
E andasti, quel giorno, ti perdesti nel campo di grano proprio dietro la chiesa, dove il vecchio prete recitava annoiato un sermone in cui non credeva.
Andasti lontana, ma non eri sola.
Lui era al tuo fianco, e non ero io.
E ti teneva per mano, ti parlava d'amore, ti raccontava di draghi e fanciulle, di tempi lontani che mai torneranno.
E tu ridevi, e ridevi, e ridevi. Non lo avevi mai fatto in quel modo con me.
Poi ti fermasti, e non eri sola.
Lui era al tuo fianco, e non ero io.
Poi lui fu sopra di te, dentro di te. E non ero io.
Ti ho vista, sai?
Ti ho seguita con lo sguardo, giù dal paesello, tra le spighe dorate e riarse dal sole.
Perché lo hai fatto? Io ti amavo...
Son passati 20 anni, ne ho 38 ora.
Ti ho uccisa quella sera, all'ora di cena, dopo il tuo ritorno al paese.
E dopo vent'anni, domani, finalmente uscirò di galera.
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...di: Counter
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Ricordi d'infanzia:
Si apre una porta tra presente e passato, un ponte di collegamento che passa attraverso il canale visivo e che viene instaurato dai palloncini rossi che si alzano in volo. Allo stesso modo vola la memoria, atterrando in un’atmosfera festosa, serena, in cui sono presenti tutti gli elementi della primavera (l’aria ferma sul prato verde, il mandorlo in fiore). Il termine festa è ricorrente e conferisce al racconto un andamento ritmico. Ma i ricordi non son sempre del tutto dolci, e affiora un presagio d’angoscia: “…so che guardarli un po’ mi angosciava… Chissà dove andranno, che fine faranno, dove cadranno…” L’amore perde la sua essenza dolce per assumere un sapore amaro, il sapore della brama di possesso, le tinte della gelosia. L’amore cambia connotati, si trasforma in patologia e ossessione. Un’ossessione che resiste anche al tempo, nemmeno venti anni di galera riescono a cancellare l’intensità di quell’ossessione, le domande, l’angoscia. Un ricordo che nasce assumendo la forma della dolcezza per poi diventare un brivido, in un intenso crescendo di emozioni.
Silverdeer.
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1Grazie di cuore a tutti gli Autori che hanno così generosamente partecipato.
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Autori:  Enneby, Theblackholesun, Alexnovo, Bastapoco, Nuccina1, SempreGio, NessUno, Ekolost, AuroraT, Anake, Eithne, Counter, Lucia Merli
Coordinatrice: Manuela Verbasi
Editing: Francesco Melis
Recensioni: Livia Aversa
Correzioni: Livia Aversa
Segreteria: Giulia Tatti
Ideatori: AuroraT, Manuela Verbasi

a cura della Redazione di Rosso Venexiano

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Commenti
#1   28 Aprile 2007 - 07:20
 
Grazie per questo omaggio a Manuela, Silverdeer e la redazione tutta, un'altra bella iniziativa che mi vede protagonista insieme a tanti altri gioielli, in questo prezioso salotto. Grazie!!!
un abbraccio con stima Nunzio
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#2   28 Aprile 2007 - 11:25
 
contento di apparire ogni tanto su frammenti,fà sempre piacere:-) grazie
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#3   28 Aprile 2007 - 12:48
 
Per me invece è la prima volta. E' una sensazione strana, ovviamente bella!
Leggendo la recensione, non posso che stupirmi di alcune cose che sono state messe in evidenza delle quali non ero del tutto consapevole.
E' un bel modo di mettersi a confronto con se stessi e di autoanalizzarsi, è stato come guardarmi mentre mi guardavo allo specchio.
Grazie di avere scelto anche il mio scritto per questa iniziativa e complimenti a tutti gli altri!
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#4   28 Aprile 2007 - 12:56
 
Sono nuova su Rosso Vexiano, mi fa piacere che una cosa scritta d'istinto avendo visto un quadro sia stata colta in ciò che aveva d'essenziale: la distanza.
Grazie dell'attenzione
Complimenti a tutti gli altri autori che solo adesso ho letto con calma.

saluti
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#5   28 Aprile 2007 - 12:56
 
Il dipinto di Lucia Merli, mi aveva ispirato al punto che le parole erano arrivate di getto, scorrendo come un fiume.
E' bello ritrovarle qui in frammenti, accompagnate dalla recensione di Livia che ne ha colto in pieno lo spirito.
A presto, Antonella
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#6   28 Aprile 2007 - 13:47
 
Grazie Livia (silverdeer) nostra mascotte da molti mesi, ragazza intelligentissima, modesta, eccezionalmente portata allo scrivere che non si monta la testa.
Disponibile sempre per qualsiasi impegno le si proponga, dà sempre il massimo nella cura, nella precisione, senza trascurare il lato emotivo, come in questo frangente.

Impegno davvero gravoso, scegliere e recensire, saper cogliere le sfumature nascoste fra le parole.

Ottima prova cara Livia, di cui ti ringrazio apertamente.

Grazie anche agli autori che sempre partecipano con anima propositiva e grande generosità d'intenti.

Manuela
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#7   28 Aprile 2007 - 15:21
 
grazie a manuela per la bellissima ospitalità, grazie ai poeti che hanno saputo scavare nel mio lavoro; abbellendolo e ampliandolo hanno sicuramente superato la mia capacità pittorica; complimenti soprattutto a livia, che non solo analizza i bei versi, ma ha dimostrato la rara capacità di entrare nella psicologia e nelle intenzioni poetiche degli autori, aiutandoci a comprenderli, a sentire insieme al loro, a condividere la loro ispirazione.
un caro saluto a tutti
lucia
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#8   28 Aprile 2007 - 18:49
 
Sono onorato di far parte di questo splendido salotto condiviso da autori di spessore ed impegnati a far sempre più bella la poesia e la letteratura.
Ringrazio carissimamente Silverdeer per la sua preziosa recensione che mi arricchisce mettendo in risalto con raffinate parole aspetti del mio scrivere che altrimenti non potrei conoscere. Ringrazio, Manuela, tutta la Redazione di Rosso e di Frammenti per la stima e la considerazione che mi é stata generosamente e liberamente data offerta con simpatia stile ed affetto.
Alexnovo
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#9   28 Aprile 2007 - 21:21
 
sono naturalmente contentissimo e onorato di apparire nei "frammenti", ma ritengo che gran parte del merito vada all'autrice del dipinto, Lucia Merli.
Blogger: La mia homepage: http://antoniofromtheblog.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Counter

#10   28 Aprile 2007 - 23:54
 
E' bello rileggersi qui fra questi colori e quest' emozioni, un ringraziamento speciale a Livia che ha saputo leggere fra le righe e carpire l'essenza delle mie parole

un abbraccio Gio
Blogger: La mia homepage: http://sempregio.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SempreGio

#11   29 Aprile 2007 - 11:51
 
Grazie a tutti voi, che avete ideato, organizzato e partecipato a questa splendida iniziativa.
Quando mi è stato affidato il compito di recensire le opere ho avuto un attimo di esitazione, lo ammetto. Di solito non mi occupo di recensioni, era per me la prima volta e temevo di non essere all'altezza. Per di più, tra le mie perplessità c'era la natura, l'essenza di questa iniziativa. Un laboratorio di scrittura estemporanea: prendere spunto da un elemento -il bellissimo quadro di Lucia Merli, in questo caso- e lasciar fluire le emozioni, le sensazioni, le parole.
La scrittura è, a mio modo di vedere, un atto estremamente personale: nello scrivere, anche quando non intendiamo parlare di noi stessi, anche quando inventiamo di sana pianta ambientazioni, situazioni, personaggi, non possono non trapelare aspetti della nostra personalità. E in un processo così istintivo, così puramente creativo come lo è un laboratorio di scrittura estemporanea questo processo è ancor più vivo e -probabilmente- ancor più inconsapevole.
Nel recensire le opere ho cercato di entrare nella mente degli Autori, di immedesimarmi nel processo creativo, di capire che cosa mi avrebbe spinto a scrivere determinate cose. Con molta umiltà ho cercato di accostarmi a voi, vi ho sentito vicini, mi sono emozionata.
Grazie a tutti voi, e un ringraziamento speciale a Manuela, che mi ha dato l'opportunità di cimentarmi con questa bellissima esperienza, a Francesco, che da dietro le quinte gestisce sempre con molta cura queste pagine di Frammenti, e a Lucia Merli, che con la sua pittura ha invitato tutti noi ad esternare le nostre emozioni.
Blogger: La mia homepage: http://intotheair.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente silverdeer

Postato da: luciamerli a maggio 06, 2007 17:13 | link | commenti
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